Comunità energetiche locali, la rivoluzione dell’energia 
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Comunità energetiche locali, la rivoluzione dell’energia 

La terza rivoluzione industriale, l’autoproduzione dell’energia e consumo collettivo: ecco cosa rappresentano le LEC (Local Energetic Communities), le comunità energetiche locali. Un insieme in cui si muovono in sinergia condomini, famiglie e imprese che autoproducono e consumano energica in maniera collettiva. Una novità rispetto al passato, in cui questo non era possibile senza prima passare dalla rete elettrica, il limite principale alla crescita e alla diffusione della comunità energetiche, oltre che alla diffusione degli impianti per la produzione di energie rinnovabili. 

Cosa sono le comunità energetiche 

Le comunità energetiche sono associazioni tra produttori e consumatori di energia, finalizzate a soddisfare il proprio fabbisogno energetico attraverso la propria produzione, realizzata mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili, per esempio impianti fotovoltaici. La componente rivoluzionaria delle comunità energetiche è proprio quella: la possibilità di condividere localmente la produzione e il consumo di energia rinnovabile. In Italia l’espansione delle comunità energetiche ha incontrato molti ostacoli di carattere giuridicoma uno degli emendamenti al Decreto Milleproroghe, a febbraio 2020, ha finalmente permesso la condivisione di energia da fonti rinnovabili nei condomini e tra le imprese. 

Lo sviluppo tecnologico dato sia da un miglioramento dell’infrastruttura delle reti e dei sistemi di accumulo permette una migliore e più efficace gestione della rete di impianti necessaria per dare vita a una comunità energetica. Questa migliore gestione si traduce in una maggiore valorizzazione dei sistemi di accumulo, in una riduzione sostanziale delle perdite di rete e, soprattutto, in benefici sulla bolletta. 

Come auto-produrre a livello locale con le comunità energetiche 

Quando parliamo di comunità energetiche, quindi, parliamo di energie rinnovabili. Argomento di cui abbiamo già parlato in precedenti articoli sul nostro blog, di fondamentale importanza nel dibattito globale. 

Le energie rinnovabili rientrano nella dimensione locale: da qui la definizione data prima delle LEC. Comunità Energetica Locale, in questo caso, significa la capacità di un territorio di sapere e potere utilizzare le proprie risorse in modo da acquisire una ben precisa autonomia energetica, trasformando i clienti da semplice consumer a prosumer, ovvero produttore e consumatore allo stesso tempo. Diventare prosumer significa avere meno sprechi per la rete di distribuzione, l’energia a prezzi più bassi, un deciso taglio delle emissioni e una maggiore autonomia energetica.

 L’esempio più semplice di comunità energetica locale è quello di un condominio che sia dotato di un sistema di produzione di energia come un comunissimo impianto fotovoltaico. Il limite di dover passare dal distributore della rete elettrica oggi non c’è più, e quindi gli abitanti del condominio ora potranno utilizzare direttamente l’energia fotovoltaica prodotta dal proprio impianto. In uno scenario così, la rete tradizionale rimarrà sempre necessaria per garantire stabilità e continuità

I vantaggi delle comunità energetiche 

A chi giovano e come le comunità energetiche locali? Chi ne raccoglie i vantaggi ? Un regime energetico diverso, non centralizzato ma distribuito e con la partecipazione produttiva di tutti gli utenti è la via verso uno scenario e un futuro in cui l’energia, attraverso le fonti rinnovabili, verrà prodotta e distribuita in condivisione tra milioni di persone in tutto il mondo. L’essenza stessa della famosa frase “Think global, act local”: l’energia viene prodotta e consumata nelle immediate vicinanze dell’impianto, contribuendo così tra l’altro a valorizzare il territorio.

Altro  vantaggio è dato dal fatto che, come detto in precedenza, l’energia prodotta localmente non viene veicolata nelle reti di distribuzione, comportando quindi una diminuzione nei costi di gestione delle reti, costi che vengono addebitati poi in bolletta. Il che si traduce, molto banalmente, in bollette più economiche.E il fatto che l’energia prodotta dalle comunità energetiche sarà immediatamente autoconsumata nelle immediate vicinanze dell’impianto, anziché essere veicolata nelle grandi reti di distribuzione e trasmissione, farà diminuire i costi di gestione di tali reti, che oggi si trovano a gestire i fenomeni di sbilanciamento e che rappresentano un costo poi pagato in bolletta agli italiani. 

Ma i vantaggi non sono solo di tipo economico: una migliore gestione delle reti e minori emssioni prodotte significano benefici sia a livello ambientale sia a livello sociale, perché in tal modo la produzione nazionale di energia sarebbe meno dipendente dall’importazione estero. Inoltre, sempre a livello sociale, A livello energetico e ambientale grazie a una miglior gestione – meno sprechi e meno emissioni prodotte; a livello economico per una minor dipendenza dall’importazione estera.

Il nostro approfondimento sulle comunità energetiche locali non termina qui: prossimamente ospiteremo interventi di importanti attori del sistema, che ci accompagneranno nella scoperta del prossimo futuro dell’energia.

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