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Arte e territorio, ospite di Te al Centro Gaetano Centrone

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te al centro

Arte e territorio, ospite di Te al Centro Gaetano Centrone

Per questa nuova puntata di Te al Centro abbiamo voluto abbandonare l’ambito più prettamente imprenditoriale e produttivo del nostro territorio, per sondare con il nostro ospite l’essenza artistica e creativa. Una scelta non casuale in questo periodo: una riflessione che inizia dalla nostra città ma che vuole alzare lo sguardo per vedere oltre, per dare l’input a una riflessione che abbraccia tutto il nostro Paese che, a causa della pandemia, continua desolatamente a vedere serrate le porte dei luoghi di arte e cultura. Critico d’arte, curatore di mostre di alto spessore, docente, scrittore, Gaetano Centrone in questa puntata di Te al Centro, accanto al direttore commerciale di NoiEnergia Saverio Bufi, si racconta con la solita schiettezza. Un dialogo appassionato che ripercorre, a grandi me ben definite pennellate, le tappe della sua carriera dentro e ben oltre i confini della città, sondando temi di pregnante e attualità, senza risparmiare un punto di vista critico e diretto sulla dualità del rapporto tra arte e politica.

Il discorso sull’arte parte proprio dal sul ultimo libro, “Fuori dal museo” che si occupa di esperienze di arte pubblica. «Si tratta di tutte quelle opere d’arte che per l’appunto si possono incontrare fuori dai musei, dunque che si possono incontrare in qualsiasi strada o piazza di qualunque città in tutto il mondo. L’interesse per questo tema è nato da diverso tempo ma l’occasione per la nascita di questo libro è stata una conferenza che ho tenuto proprio qui al Museo Diocesano grazie all’invito dell’ex preside del Liceo Classico, la professoressa de Palma». È proprio in quell’occasione l’argomento ha riscontrato un grande interessare nel pubblico, proprio perché l’arte pubblica interessa tutti, ci coinvolge, la subiamo e molte volte la contestiamo. «Molte volte mi piace definire l’arte pubblica come il braccio armato della politica, solo che molte volte la politica spara a casaccio proprio perché non c’è una vera coscienza di questi argomenti. Capisco che i tempi e le persone della politica sono diversi dalle professionalità che si occupano di questo ma affrontare l’occupazione di spazi condivisi dovrebbe essere la preoccupazione di chi governa. In questo contesto però ci sono degli esempi felici come per le città di Torino e Napoli in cui il dialogo con gli artisti è stato serrato». La mancanza di visione strategica della politica e nello specifico delle amministrazioni locali, questo il fulcro della questione per Gaetano Centrone che nel corso dell’intervista è riuscito a legare con fili invisibili la visione cittadina a quella italiana e più oltre quella anche degli Stati Uniti, ripercorrendo anche le tappe fondamentali delle proprie esperienze all’estero anche come docente. Tra quelle più recenti senza dubbio l’onore di presiedere il prestigioso Premio Onufri alla Galleria Nazionale d’Arte di Tirana in Albania, in un clima di rinnovamento culturale e artistico per una terra forse ancora da scoprire.

Ma come in ogni viaggio tornare a casa costituisce sempre il più dolce dei ristori e per Gaetano quello per la città di Molfetta rimare un legame indissolubile rafforzato dalla passione sportiva per la Molfetta Calcio. Una passione che naturalmente condivide con Saverio Bufi e di cui ci parla con entusiasmo e palese trasporto. Per scoprirlo continua il racconto della chiacchierata guardando il video.